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La Sindrome Femoro-Rotulea

La Sindrome Femoro-Rotulea (SFR) è un disturbo comune negli adolescenti e nei giovani adulti.
E’ un problema che riguarda anche diversi atleti, in particolar modo quelli che praticano sport di salto come la pallavolo oppure sport come il ciclismo in cui al ginocchio è richiesta una continua attività di flesso-estensione.

Il sintomo più frequente è un dolore localizzato anteriormente intorno e dietro alla rotula; di solito si scatena durante alcune attività della vita quotidiana come il salire e scendere le scale, l’accovacciarsi o il rimanere seduti per molto tempo.
Il dolore può essere molto forte e spesso è associato ad una sensazione di cedimento del ginocchio.

Normalmente, durante i movimenti di flessione ed estensione del ginocchio, la rotula “scorre” sul femore all’interno di un solco (solco intercondiloideo).
La rotula è trazionata dal muscolo anteriore della coscia (Quadricipite) e la corretta centratura è garantita dalle porzioni più “interne” di questo muscolo: il Vasto Mediale Obliquo (VMO) e il Vasto Mediale Laterale (VML).

Si pensa che la SFR sia causata da una scorretta centratura della rotula all’interno del solco, che ne provoca uno “sfregamento” contro la superficie articolare del femore.

All’origine di questa scorretta centratura ci possono essere diverse cause:

- squilibrio di forza nel muscolo Quadricipite (debolezza del VMO);
- particolari conformazioni e/o alterazioni scheletriche (bacino largo, ginocchia a “x”, piede piatto);
- sovraccarico articolare per attività sportive o lavorative (ad esempio quelle che richiedono prolungati periodi di accovacciamento).

La diagnosi si fonda sulla valutazione clinica da parte del medico specialista, che può essere integrata con una radiografia specifica.

Il trattamento della SFR è quasi esclusivamente conservativo e prevede un programma riabilitativo personalizzato che porta nel 70% dei casi ad un drastico miglioramento.
Il trattamento chirurgico è assai raro e comunque deve essere eseguito solo quando quello conservativo non ha dato risultati soddisfacenti.

Gli obiettivi del trattamento conservativo sono i seguenti:

1. Riduzione del dolore
2. Rinforzo muscolare in particolar modo del VMO
3. Riallineamento rotuleo
4. Educazione del paziente

La riduzione del dolore può essere raggiunta con l’uso di farmaci antinfiammatori e analgesici abbinati ad un periodo di riposo e di sospensione dell’attività sportiva.
Anche alcune Terapie Fisiche come TENS, Correnti Interferenziali e Ultrasuoni possono risultare utili al fine di ridurre il dolore.
Gli altri obiettivi del trattamento devono essere perseguiti con l’assistenza di un Fisioterapista attraverso un programma riabilitativo personalizzato che prevede fra l’altro:

- Esercizi di potenziamento del VMO in catena cinetica aperta e chiusa.
- Biofeedback ed Elettrostimolazione per il reclutamento selettivo del VMO.
- Stretching delle strutture laterali e della benderella ileo-tibilale.
- Utilizzo di un bendaggio adesivo (tipo McConnell) o di un tutore per aumentare la stabilità.
- Allenamento sport e gesto-specifico.

Terminato il trattamento col Fisioterapista, il paziente dovrà continuare ad eseguire alcuni esercizi selezionati a casa, infatti, secondo recenti studi, la riabilitazione di questo problema deve essere prolungata nel tempo per potersi dire efficace. Il programma di “autotrattamento” diventa quindi parte integrante della riabilitazione della Sindrome Femoro-Rotulea.

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