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IL COLPO DI FRUSTA

Si definisce "colpo di frusta" cervicale una lesione traumatica da flesso-estensione del rachide cervicale che si manifesta quando il corpo viene spinto in avanti, mentre il collo, a causa dell'inerzia data dal capo, si iperestende bruscamente. Questo meccanismo distorsivo determina un quadro clinico caratterizzato da un insieme di sintomi quali la cervicalgia, la rigidità e la limitazione della motilità cervicale associati ad altri disturbi neuro-vegetativi. In seguito alla distorsione si assiste alla contrazione dei muscoli paravertebrali e flessori del capo che ottengono come risultato quello di comprimere il rachide. Stessa azione e risposta, in senso contrario, si ha nel contraccolpo che il capo subisce dopo un tamponamento: il risultato è quello di un accorciamento del collo con compressione del rachide e collusione delle articolazioni intervertebrali.
Nei classici casi di distorsione non gravi si potranno avere dei danni legamentosi da stiramento e contusione delle strutture articolari, causati dallo scivolamento delle vertebre, con edema locale e una dolorosa contrattura muscolare da riflesso protettivo. Sovente si manifestano sintomi come vertigini, nausea, mal di testa, disturbi spaziali e disorientamento. Nei casi più gravi invece si possono verificare rotture dei legamenti, erniazioni discali o fratture vertebrali, che richiedono di norma l’intervento del chirurgo-traumatologo .

IL TRATTAMENTO
E' necessario -in caso di disorsione cervicale di grado moderato- un periodo in cui si limiteranno i movimenti del collo e della testa, con l'ausilio di un collare. Bisogna evitare in assoluto però un protratto periodo di riposo: diversi studi hanno infatti dimostrato che l’immobilizzazione prolungata favorisce la cronicità, mentre una pronta e precoce mobilizzazione del collo -nei casi meno gravi anche dopo soli 5/7 giorni dal trauma-, prima attraverso la massochinesiterapia ed esercizi isometrici, poi con movimenti attivi da parte del paziente, darebbe risultati migliori. E' importante precisare come nei traumi distorsivi cervicali di Grado I e II -che rappresentano la maggior parte dei colpi di frusta- l'utilizzo del collarino non sia necessariamente consigliato.
È consigliabile quindi intraprendere da subito un appropriato iter riabilitativo che, unito alle terapie farmacologiche, favorirà - dove consentito - un precoce svezzamento dal collare. L’uso di tale ausilio per tempi eccessivi infatti, mettendo a riposo la muscolatura del collo, favorisce l’instaurarsi di ipostenia (cioè indebolimento) a carico della muscolatura stessa, che si troverà poi impreparata a eseguire la normale motilità e il normale sostegno del capo una volta tolto il supporto.

Le tecniche riabilitative solitamente utilizzate nel trattamento dei traumi distorsivi cervicali spaziano dalla più conosciuta massochinesiterapia, ai Pompages secondo Bienfait, alle mobilizzazioni/manipolazioni vertebrali, esercizi isometrici, esercizi di oculomotricità e oculopropriocezione, etc.
Anche terapie fisiche quali Laser, Ultrasuoni, Tens e correnti antalgiche, Termoterapia, etc, possono essere validi aiuti nel controllo del dolore e dell’infiammazione al collo.
Il Vs fisioterapista di fiducia e il Vs medico sapranno, sulla base dei dati raccolti, indicarVi le tecniche e la posologia a Voi più adatta.

IN CONCLUSIONE
Solo attraverso un’attenta anamnesi, valutazione e quindi precoce e corretta diagnosi del trauma distorsivo cervicale si potrà prontamente impostare un adeguato programma riabilitativo, così da poter far fronte - e in molti casi risolvere in tempi minori - ai disturbi da esso derivanti. Sintomi che se non trattati possono manifestarsi anche per anni dopo l’evento traumatico. Da qui nasce altresì la necessità di sottoporsi periodicamente a controlli clinici e a trattamenti fisioterapici di mantenimento.

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